lunedì 3 settembre 2007

C'è ma non si vede

Sono tante le volte che girando per Marinella di Selinunte mi sono imbattuto in turisti, stranieri e non, che mi chiedono: "Scusi ma il parco archeologico?".
Il cartello che indica l'entrata c'è, ma vuoi mettere la maestosità delle rovine e del tempio E che potrebbe fugare ogni dubbio su dove andare per visitare la zona ?
E pensare che i Templi furono costruiti dai coloni venuti da Megara Hyblaea oltre che per dedicarli alle loro divinità anche per mostrare ad altre civiltà contemporanee la loro grandezza, forza e maestosità come popolo.
Ma quelli erano i Megaresi.

La storia delle dune rievoca alla memoria un passo del Vangelo: "Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere?"
Un esempio un pò tirato ma calza la situazione in oggetto.
Perchè nascondere qualcosa di così stupefacente?
E come se in Egitto avessero costruito una duna enorme che nascondesse dalla vista le Piramidi, oppure la torre Eiffel oppure il Partenone oppure....fate voi.

Le dune della discordia furono commissionate dalla Soprintendenza di Trapani.
Alcuni mi hanno detto che furono innalzate per paura che l'abusivismo edilizio sfociasse anche all'interno del Parco, altri invece sono assertori della teoria speculativa, cioè se nascondiamo i Templi le persone pagheranno per visitarli.
Ne l'una ne l'altra tesi mi convincono in quanto l'abusivismo può essere controllato (se si vuole) facilmente, le costruzioni non nascono durante la notte e se poi il problema era questo si poteva utilizzare una recinzione metallica alta anche 2.50 mt. che non avrebbe escluso dalla vista l'area con conseguente goduria visiva.

La tesi speculativa è fragile partendo proprio dal concetto su cui si basa. Il turista viene per visitare la zona archeologica facendo il più delle volte migliaia di chilometri e poi siccome riesce ad intravedere qualcosa (la punta dell'iceberg) torna indietro soddisfatto...tesi inconcepibile.
Un giornalista mi dice:"...si però pensa a quanti soldi ci vorrebbero per tirarle giù" ed io dico: "pensa a quanti soldi, dei contribuenti e non, sono stati spesi per tirarle su ed eccoti con quale risultato. Io rispenderei il doppio per dare valore e giustizia a quello che nascondono."

L'assessore allo Sviluppo Economico(speriamo!) Felice Errante dice bene contestando le dune e favorendo la loro rimozione contendandosi però alla fine, con una romantica passeggiata sulle stesse. Tra i due mali sceglie quello minore. Bene. Ma è molto meglio eliminarle le dune e passeggiare, per un paio d'ore, senza doversi arrampicare.

2 commenti:

Michele ha detto...

Cari amici, questo ineressantissimo Blog mi piace, si parla di cose che mi toccano in prima persona ed era ora che il popolo di Selinunte facesse sentire la propria voce.
In riferimento all'articolo pubblicato vorrei confermare lo scempio delle dune da chi, al fuso della vecchia ci andava per giocare a nascondino ed ora invece è costretto al solo ricordo di una vista, quella del Tempio E, unica al mondo. Ricordo con fierezza quando da Roma venivamo giù con la macchina e subito sulla strada si apriva il panorama archelogico del Tempio E e dopo 500 metri la slendida veduta del mare.
Adesso? Dov'è quell'antica bellezza fruibile da tutti?
Dove sono più quelle notti magiche con il tempio illuminato?
Secondo me si è aspettato fin troppo, è il momento di abbattere le dune e restituire a Selinnte il suo vecchio splendore.

Annick ha detto...

Great work.